ALDO MORTO

Daniele Timpano

Un attore nato negli anni ‘70, che di quel periodo non ha alcun ricordo o memoria personale, partendo dalla vicenda del tragico sequestro di Aldo Moro – trauma epocale che ha segnato la Storia della Repubblica Italiana – si confronta con l’impatto che questo evento ha avuto nell’immaginario collettivo.
In scena, con il suo corpo e pochi oggetti, solo la volontà di affondare fino al collo in una materia spinosa senza alcuna retorica.


Dopo lo spettacolo si terrà un incontro aperto con Daniele Timpano, la Prof.ssa Daniela Bini, autrice del libro “Donne e lotta armata in Italia” e Vittorio Colombo direttore de La Provincia di Lecco.
A partire dalla dissacrante lettura del caso Moro nella prospettiva dell’artista Timpano parleremo di come il mezzo teatrale possa affrontare temi così spinosi in modo efficace e trasversale.

Daniele Timpano ascritto da alcuni critici alla cosiddetta non-scuola romana, si inserisce secondo alcuni nel filone del teatro di narrazione. Il suo stile e le sue opere sono sovente descritti come anarco-dadaisti. Ha lavorato come attore con Massimiliano Civica, Renato Sarti e con varie compagnie della scena indipendente romana, come autore è stato finalista del Premio Napoli Drammaturgia in Festival 2001. È tuttavia soprattutto noto per spettacoli da lui stesso scritti e interpretati: tra gli altri Dux in scatola, Ecce Robot!, Risorgimento Pop, Zombitudine, Aldo morto).

Daniela Bini laureata in lettere classiche, insegna lettere nei licei; ha svolto un dottorato di ricerca in storia contemporanea all’Università di Pisa, e si sono dedicata allo studio delle donne che hanno militato nella lotta armata degli anni Settanta nei due gruppi delle Brigate Rosse e di Prima Linea, indagandone il retroterra socio-culturale, le motivazioni della scelta fatta, i ruoli che avevao nel gruppi armati e la rielaborazione a posteriori del loro vissuto; dalla tesi di dottorato ha ricavato il volume “Donne e lotta armata in Italia”, edito da Deriveapprodi.

Spettacolo vincitore del Premio Rete Critica 2012 e finalista premio UBU come migliore novità italiana
Daniele Timpano testo e interpretazione