LA COMMEDIA DEGLI ERRORI

La filostoccola

La storia di Egeone, il mercante siracusano che viene condannato a morte per essersi presentato nella città nemica di Efeso, è una novità rispetto alla struttura classica di commedia: è una cornice alla vicenda principale, è una spada di Damocle sotto la quale si svolgono le peripezie dei gemelli protagonisti. Ecco la novità e la rivoluzione di Shakespeare: permeare della sua sensibilità moderna l’impianto classico della commedia. Agli occhi dello spettatore contemporaneo l’esasperazione tragicomica dello scambio di persona e del tema del doppio ricorda poi le atmosfere inquietanti di Kafka o di Pirandello. Ma c’è di più: la ricerca dell’altro – vero motore dell’azione, da cui scaturiscono gli errori – può leggersi oggi come angosciosa ricerca di se stessi, la fine di un incubo, il superamento della crisi. La perdita d’identità è in fondo un tema non più ascrivibile al semplice gioco comico e se già in Shakespeare pare quasi venarsi di inaspettati significati tragici, per noi è allegoria di un essere umano sempre più straniato da sé e dagli altri, che corre contro il tempo ed è posseduto dall’errore.

 

da William Shakespeare di e con Daniele Marmi e Alessandro Marini, regia Eugenio Allegri