Rimanendo sul confine

Karakorum Teatro

Un gioco quasi teatrale, sul contrabbando quasi romantico. Un uomo cresciuto sul confine tra Italia e Svizzera ha un obiettivo: fare l’insegnante di scopa, “il gioco di carte più diffuso dell’era moderna”. Quali sono le regole per diventare una grande giocatore? E soprattutto… esiste la partita perfetta? La risposta a questa domanda si nasconde nella grande partita del 3 aprile 1973…
Il suo racconto ci porta a scoprire storie di confini e contrabbando, briganti gentiluomini, militari in esilio, le loro avventure sul confine tra legale ed illegale, bisogno e desiderio, coraggio e follia, in cui giocare è provare ad andare oltre, è concedersi il diritto di sentirsi un eroe.

Uno dei temi più discussi sui giornali di oggi, il confine, viene raccontato e messo in discussione da una storia fatta di cose semplici, di paesi, di laghi, di Dei appena nati… partendo da lontano, ma non abbastanza per essere storia. Non ancora. Quando si pensa ad un confine, il più delle volte, si pensa ad una linea, ma per quanto si siano sforzati per cercarla, i protagonisti di questa “fiaba” quella linea non l’hanno mai trovata: forse si vede solo da lontano, oppure l’acqua e il tempo l’hanno cancellata. Forse non è mai esistita…

 

Ore 19 cena in p.za Resegone a cura dell'Ass. Amici di Tino | € 20 | prenotazioni tel. 339.4492144
di e con Stefano Beghi, musiche di Marco Prestigiacomo, scenografie e illustrazioni Jacopo Di Ienno