La tempesta

nuova produzione 

Su un’isola imprecisata del Mediterraneo sbarcano dei naufraghi. La tempesta che li ha sorpresi di ritorno da Tunisi è però solo un artificio teatrale, una messinscena achitettata da Prospero il mago/regista che ha voluto questo straordinario teatro nel teatro per vendicarsi di suo fratello Antonio e del duca di Napoli Alonso. La vendetta sarà al termine evitata grazie a un matrimonio che garantirà il lieto fine e gli spettatori potranno dire, con le parole di Gonzalo: “in questo viaggio….abbiamo ritrovato noi stessi, quando nessuno più era in sé”.

La tempesta è l’ultima opera composta da Shakespeare prima della morte di cui nel 2016 ricorrono i 400 anni. E’ la summa del suo teatro e il suo testamento poetico.

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La struttura dello spettacolo è basata sulla triade fondamentale Prospero, Ariel e Caliban. Attraverso i suoi due servitori, infatti, il mago Prospero cerca di combinare alchemicamente la terra e l’aria, il basso e l’alto, l’istinto e lo spirito. Ma le scene della Tempesta sono spesso costruite su triadi: Prospero, Ferdinando e Miranda; Caliban, Stefano e Trinculo; Gonzalo, Antonio e Sebastiano. L’isola è anche un luogo dove la musica ha una funzione essenziale: è lo strumento di incantamento con cui Prospero avvince attraverso Ariel i suoi antagonisti. Così, ogni scena è accompagnata da canti, dando vita a una sorta di concerto teatrale.
Così si sviluppa il masque, il gioco condotto dagli attori che sono tutti “spiriti…della stessa sostanza dei sogni”.

Questo spettacolo, però parla anche del mondo intorno a noi: Caliban è lo straniero, capace di rozzezza e carnalità ma anche di poesia. La cospirazione di Antonio e Sebastiano viene parodiata da Stefano e Trinculo, confermandoci che “la Storia si svolge come tragedia e si ripete come farsa”. Gonzalo vagheggia un’età dell’oro che richiama miti new age.

Ed è proprio con questo testo che Bis-Brianza in scena (Teatro Invito, Campsirago Residenza e Piccoli Idilli) ha voluto proseguire il cammino iniziato due anni fa con il Sogno di una notte di mezz’estate.
Anche questa volta attori di varie provenienze e con differenti esperienze si uniscono per una rappresentazione itinerante, che si adatterà a luoghi evocativi (ville, giardini, il greto di un fiume…) per avvolgere, immergere ancora una volta il pubblico nello spazio scenico.

Spettacolo itinerante, disponibile da maggio 2016

 

con Stefano Bresciani, Giusi Vassena, Matteo Binda, Francesca Cecala, Filippo Ughi, Paolo Grassi, Antonio Santoro, Giulia Marchesi, Giorgio Galimberti, Tobia Galimberti, Chiara Codetta
traduzione e adattamento Luca Radaelli
foto di scena Maurizio Anderlini
regia di Luca Radaelli con la collaborazione di Michele Losi, Filippo Ughi, Daniela Magni, Miriam Gotti
coproduzione Teatro Invito, Campsirago Residenza, Piccoli Idilli, BIS Brianza in Scena
Permesso SIAE
Materiali

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