Una questione di vita e di morte

Veglia per E.E. 

In tutte le culture, la morte è un fatto naturale. Dall’Irlanda all’isola di Bali, dalla Calabria alle steppe russe, le comunità si riuniscono a vegliare il morto con canti e racconti, mangiando o ubriacandosi. Noi vogliamo riprendere questa tradizione: proporre una veglia, laica, anche per chi non ha avuto questa possibilità. Nel caso Englaro abbiamo assistito a una sorta di veglia mediatica a reti unificate, dove la polemica sostituiva la pietà. Addirittura c’è chi ha parlato di cultura della vita opposta a cultura della morte. Viviamo in una società che vende modelli di giovinezza e prestanza e la morte cerca di dimenticarla, occultarla, esorcizzarla. Vogliamo invece parlarne. Citando Dante, Shakespeare, Sofocle (Beppino Englaro, come Antigone, sfida la ragion di stato per amore). Vogliamo riflettere attraverso canti, letture, brani poetici. Per capire come vita e morte sono le due facce della stessa medaglia.

_MG_7526

Rassegna stampa

Lo spettacolo è indimenticabile. Non ha bisogno di commenti, ma alla fine di riflessione silenziosa.”
Mina Welby

Tutto, durante questa ora, si dipana con attenzione rispettosa, fra pubblico e artisti in sala. E’ un dialogo fra coscienze, non volgare, non ideologico. Perchè è un monologo dai toni non urlati, ma che lascia le pause e l’opportunità di pensare. Anche di dissentire. O di chiedersi: e se capitasse a me, o a chi amo? Che farei?
Renzo Francabandera, paneacquaculture.net

Radaelli compie un percorso mite tra parole dette e parole cantate, costruendo uno spettacolo spogliato della spettacolarità, misurato e sinceramente sommesso, desideroso di pietà e di libertà.
Simone Nebbia, teatroecritica.net

Questa è una di quelle rappresentazioni che si possono solo vedere e, soprattutto, a cui si può solo prendere parte.  È Luca Radaelli a trasmetterci emozioni con una lucidità da cui trapelano le domande di un uomo dalla spiccata sensibilità.
Maria Lucia Tangorra, teatroespettacolo.org

Questa vera e propria veglia dovrebbe entrare nelle scuole, nelle case, nella vita di tutti noi.
Patrizia Pertuso, patriziapertuso.wordpress.com

Radaelli è un Virgilio che ci accompagna nei territori che temiamo e pure ignoriamo, quasi educandoci a guardare e ammansire la morte, offrendoci vino e biscotti, chiedendoci cosa avremmo fatto noi al posto di Beppino Englaro.
Gloria Frigerio, stratagemmi.it

Una narrazione che è una veglia funebre per Eluana, e non solo per lei. Dove, come nei funerali anglosassoni e in altre culture, si partecipa a un rinfresco, con cantucci e vin santo offerti dallo stesso Redaelli agli spettatori. Segno di una visione più serena e di accettazione della morte.
teatroteatro.it

Luca Radaelli, solo sulla scena, conduce una riflessione stringata, logica, per nulla lugubre.
Uno spettacolo portatore del messaggio della libertà di scelta di fronte alla morte, ma senza tratti superficialmente ideologici, piuttosto rifacendosi ai valori della classicità.
L’Eco di Bergamo

Lo spettacolo ha il merito di elevarsi sopra la cronaca con levità e pudore.
Saul Stucchi, alibionline.it

“Uno spettacolo sobrio che affronta un tema ostico, difficile. Radaelli, col solo accompagnamento al piano e alla chitarra, dà all’ora e mezza del suo monologo la forza di una veglia laica”.
Onide Donati, L’Unità

“Il pubblico, in un’ora e mezza trascorsa in religioso silenzio, è stato preso per mano e condotto in un viaggio, in quella “terra di nessuno che in realtà è terra di tutti”, per accostarsi a un tema ritenuto indicibile”.
Daniele De Salvo, Il Giorno

“Radaelli, come Marco Paolini, racconta con lucidità e commozione una storia. Un teatro civile, quindi, nel senso più autentico del termine: Non imbonimento propagandistico o comizio politico, ma teatro che usa i suoi propri mezzi: un attore che narra; un musicista che sottolinea alcuni momenti con canzoni e melodie – quasi coro tragico; una platea che partecipa mangiando e bevendo– e, contemporaneamente, ascolta e pensa: Radaelli dimostra di essere un grande attore non solo per la presenza scenica, per la capacità di recitare e cantare, emozionando se stesso e il pubblico, ma perché per un’ora e mezzo non trasforma mai se stesso nel protagonista del racconto ma resta il cantore della narrazione altrui”.
Simona Frigerio, persinsala.it

«E così sia» è la frase conclusiva della performance che Beppino Englaro non ha esitato a definire «una cosa semplicemente grande, come avrebbe detto l’Eluana». E noi spettatori lo diciamo ora con lei.
Betty Paraboschi, Libertà di Piacenza, 26 novembre 2010

“Finalmente un esempio di teatro civile coinvolgente e attuale”
Erica Culiat, Il Messaggero veneto, 14 novembre 2010

Lo spettacolo evita le polemiche politiche, non cade nel tranello delle tesi ideologiche, non grida e non piange. L’attore, con pacatezza e misura, fa invece appello alla ragione.
Alessandro Faliva, Brescia oggi

“Il linguaggio discreto e penetrante, il felice affiatamento fra i due artisti consentono, senza esibizioni muscolari, di far passare il messaggio civile, il rifiuto fermo, ma non urlato, di una morale di stato. E lo spettatore se ne esce in silenzio, ma carico della voglia di impegnarsi in una battaglia di libertà”.
Claudio Facchinelli, Teatri delle diversità

“Un racconto intenso che restituisce le emozioni e soprattutto ripropone gli interrogativi e le riflessioni scaturite dalla vicenda di Eluana. Non una rievocazione, ma uno sguardo sul nostro futuro”.
On. Benedetto Della Vedova – parlamentare

“Spettacolo molto pregnante: che tocca tutti i principali argomenti legati al tema del fine vita con modalità chiare, incisive e nel contempo scorrevoli”.
Dott. Mario Tavola – responsabile reparto rianimazione Ospedale Manzoni di Lecco

di e con Luca Radaelli
accompagnamento musicale e canto di Marco Belcastro

con il prezioso contributo di Beppino Englaro e del suo libro “Eluana. La libertà e la vita”
scritto in collaborazione con Elena Nave, edito da Rizzoli

Permesso SIAE
Materiali

Clicca sulla freccia per visualizzare o scaricare >

scheda spettacolo

scheda tecnica

elenco musiche

foto HD

locandina

rassegna stampa