02/09 sabato ore 18.30
Lomagna
Parco Verde
via Volta
  Auditorium
via Roma 2

Lupo in-canto

Muré Teatro 

Tanto tempo fa quando la terra era nuova, 
il primo uomo la percorreva 
dando un nome ad ogni cosa creata sulla terra e in acqua. 
Era solo. 
E il Creatore gli mise accanto 
il lupo, 
affinché camminasse con lui 
e fosse il suo amico 
e il suo fratello.
(Ann Dunn- Tribù Chippewa)

Uno spettacolo con musica dal vivo, fatto di racconti, suoni e canti, per restituire uno sguardo autentico sulla figura del lupo e sul suo rapporto con l’uomo.
Tra realtà e folclore, tra storia e poesia, il racconto di un legame ancestrale, quello uomo-lupo, pieno di fascino e mistero come anche di conflitti e contraddizioni. Sin dall’inizio dei tempi, infatti, il lupo è stato sempre visto come il possibile alter-ego dell’uomo, il quale lo ammirava, ne imitava persino le qualità, considerandolo al contempo come un nemico da cui difendersi e, spesso, anche da sterminare.

“Il lupo incute sia timore che ammirazione; emblematica metafora di libertà selvaggia, ma anche di ferocia e scaltrezza. Del lupo, si raccontano fatti legati spesso, al vissuto personale, ma sempre mantenendo un’atmosfera magica e leggendaria. Da sempre, l’uomo ha dovuto confrontarsi con la natura, imparando a convivere con il “selvatico”, spesso assimilandolo al soprannaturale. In passato, egli esorcizzava le sue ancestrali paure, mediante l’elaborazione di forme rituali e spettacolari di comunicazione artistica, senza mancare di ricorrere alla trasmissione orale , per mezzo di racconti, leggende, canti, proverbi e filastrocche. 

Questo lavoro, quindi, vuole essere un omaggio a questa “cultura della natura”, come sintesi interpretativa del fenomeno del “lupo” tra oralità e rappresentazione simbolica, seguendo un filo della memoria che ci aiuti a ritessere una nuova e comune identità culturale.” 

 

liberamente tratto da L’incanesimo del lupo di A. Gandolfi
con Marcello Sacerdote
musiche di scena Flavia Massimo