L’isola di Calibano

 

Una partitura de La tempesta per tre attori. E per tre uomini. Tre uomini prima in barca e poi su un’isola.
L’isola di Calibano, appunto.
Tre attori che interpretano più ruoli. Tre uomini che aspettano l’alba e un traghetto sull’isola e ricordano di aver messo in scena una Tempesta 12 anni prima, e riflettendo sulle loro carriere… perché non riprovarci? Ridiventano i loro personaggi e trovano nelle situazioni del testo shakespeariano riferimenti alle loro vite.

L’isola è anche un luogo dove la musica ha una funzione essenziale, è lo strumento di incantamento con cui Prospero avvince attraverso Ariel i suoi antagonisti. Così, complice una chitarra e dei bidoni usati a mo’ di percussioni, ogni scena è accompagnata da canti, dando vita a una sorta di concerto teatrale. Finché i tre potranno dire: “in questo viaggio….abbiamo ritrovato noi stessi, quando nessuno più era in sé.

 

Liberamente tratto da La tempesta di Shakespeare
con Michele Fiocchi, Valerio Maffioletti, Luca Radaelli
traduzione e regia Luca Radaelli
aiuto regia Antonio Pizzicato
scenotecnica Michele Napione